Ci esporremo allo spam
Risposte
- Non è necessario includere gli indirizzi email nei dataset.
- E comunque i vostri indirizzi email sono già sul sito!
- Esistono i filtri anti-spam.
- In generale, si può lasciare ai singoli la decisione di includere o meno l’email.
I terroristi potrebbero utilizzare questi dati
Risposte
- Solitamente questa scusa la utilizza solo chi non vuole fare nulla in materia - e comunque è una scusa che non si regge in piedi.
- Potrebbe essere un argomento valido, nel caso si parli di armi (anche nucleari, chimiche o batteriologiche) o di informazioni che renderebbero degli individui come un “obbiettivo” (come i nomi di ricercatori che stanno conducendo esperimenti in un ambito controverso, come i test su animali). Questi sono dubbi legittimi.
- I dati sensibili, tuttavia, possono essere comunque ottenuti con altri mezzi. Per esempio, i punti di incontro in un edificio in caso di incendio possono facilmente essere individuati: i segnali sono evidenti e chiunque li nota semplicemente passando. In altre parole, persone intenzionate a scoprire queste informazioni le otterrebbero comunque, dunque ci sono pochi rischi (o non ce ne sono affatto) nel rendere questi dati riutilizzabili.
- Si può creare un subset di dati che potrebbe ridurre o eliminare questo rischio?
- Quali sono esattamente i dati che potrebbe essere problematico rivelare?
Qualcuno potrebbe chiamarci e chiederci cose
Risposte
- Questa è la classica obiezione posta da coloro che si sentono già oberati di lavoro e/o che non considerano questo compito come parte del loro lavoro. Bisogna chiedere ai loro superiori se questo costituisca davvero un problema per le loro funzioni.
Le persone interpreteranno i dati in maniera scorretta
Risposte
- Scrivete una documentazione su come i dati dovrebbero essere interpretati.
- Siate pronti a fornire aiuto e chiarimenti a queste persone; coloro che fraintendono il significato dei dati per errore saranno grati dell’aiuto.
- La pubblicazione può essere utile per contrastare una rappresentazione fuorviante (ad es. di dati acquisiti tramite la normativa sul diritto d’accesso di cui alla Legge 241/1990 e sul diritto di accesso civico di cui al D. Lgs. 33/2013), poiché si potranno indicare rapidamente i veri dati sul web per confutare l’errata interpretazione.
Il dataset è troppo grande
Risposte
- Probabilmente non è grande come pensano (a meno che si stia parlando del CERN).
- I titolari dei dati sono probabilmente fieri delle dimensioni del loro dataset, quindi non insultarli dichiarando che non è qualcosa di veramente grosso.
- Chiedi se sono favorevoli a effettuare degli esperimenti (e mostra con gentilezza quanto sia pratico/semplice farlo)
Non sono dati interessanti
Risposte
- Dal momento che glieli stai chiedendo, è ovvio che tu li consideri interessanti. Spiegagli perché.
- Illustragli qualche caso in cui l’integrazione di altri dataset possa fornire un valore aggiunto al loro dataset (ad esempio, “quali college di Oxbridge offrono quali corsi” può essere integrato con una mappa con cui si indicano gli edifici dove si tengono i corsi, aiutando gli studenti nella scelta del college).
- Convincili che non spetta a loro decidere quanto siano interessanti, ma ad altri. Anche dei dataset di nicchia hanno un loro interesse. Detto questo, l’obiettivo non è “pubblicare tutto in formato open”: concentriamoci sui frutti più semplici da cogliere e rimandiamo la roba meno interessante a dopo.
Potremmo utilizzare i dati in una pubblicazione nostra
Risposte
- Un’opzione è avere un periodo di embargo automatico o opzionale; richiedendo alle persone di archiviare i loro dati al momento della creazione ma rendendoli disponibili dopo X mesi. Potresti addirittura offrire l’opzione di rinnovare l’embargo, così potrebbero essere pubblicate solo le cose per cui non c’è più interesse, ma senza perdere l’opportunità di rendere, alla fine, tutto aperto.
Non c’è una API per ottenere i dati
Risposte
- Non serve necessariamente una API pubblica. Che ne pensi di un’interfaccia con il database (SQL) dietro le quinte? Potrebbe anche essere possibile esportare i dati come file piatti e riversarli in un qualche posto adeguato alla loro successiva trasformazione.
- Come ultima risorsa, puoi ottenere i dati dal sito pubblico.
- Parla con il fornitore del sistema. Open Data è una nuova parola molto di moda, potrebbero essere interessati a cogliere l’occasione con poco sforzo.
Siamo preoccupati per la tutela dei dati personali e sensibili
Risposte
- Il Codice della Privacy (D. Lgs. 196/2003) prevede la tutela dei diritti di riservatezza delle sole persone fisiche, non di quelle giuridiche (aziende, associazioni, fondazioni): pertanto, se i dati (meglio: i dataset) non contengono dati personali, sensibili o giudiziari relativi a persone fisiche, il Codice privacy non costituisce un ostacolo alla pubblicazione. In ogni caso, l’articolo 4 del D. Lgs. 33/2013 disciplina i rapporti tra pubblicazione dei dati e privacy, introducendo dei criteri che sono da ritenersi generali (es. anonimizzazione) e costituire una guida per non incorrere in violazioni.
- Se siete preoccupati per la privacy, potete comunque pubblicare ciò che è già stato pubblicato in modalità analogica (non-machine-readable, es. sull’albo pretorio del Comune).
- Eliminate o anonimizzate le stringhe che contengono i dati personali.
- Chiedete ai titolari dei dati un’esplicita autorizzazione a pubblicare i dati che li riguardano, sempre nei limiti di quanto imposto dal Codice della privacy.
Non siamo sicuri di essere titolari dei dati
Risposte
- Questo è il problema dei cataloghi delle biblioteche, spesso i metadati provengono da diverse fonti a pagamento che non permettono la libera ri-pubblicazione. Talvolta non è chiaro esattamente quali dati provengono da quale fonte, quindi l’intero dataset è corrotto.
- Ci sono parti di cui siamo sicuri? Possiamo pubblicare quelle.
- Se non ne siamo noi i titolari, conosciamo l’effettivo titolare?
- C’è qualcos’altro di cui siamo sicuramente titolari noi?
Non ho problemi a rendere i dati aperti, ma sono preoccupato che qualcun altro possa obiettare qualcosa
Risposte
- Questa è più una manovra diversiva che un vero problema.
- Implica che la persona ha paura di essere accusata per aver fatto un errore.
- Cerca tra i suoi superiori qualcuno in grado di rassicurarli che non finiranno nei guai.
- Richiedi un sottoinsieme di dati meno controverso.
È troppo complicato
Risposte
- Questa è una questione simile a “è troppo grande”.
- Non mostrarti compiaciuto se viene fuori che non era così complicato, potrebbe compromettere le tue relazioni professionali con il fornitore dei dati
I nostri dati sono brutti in modo imbarazzante
Risposte
- Molti occhi ti aiuteranno a migliorare i tuoi dati (ad esempio evidenziando inesattezze).
- Le persone accetteranno i tuoi dati per quello che sono.
- Offriti di aiutare il titolare dei dati a pulirli o mantenerli meglio. Fornendo un sistema che permetta ai titolari di gestire meglio i loro dati, potresti fare loro un favore.
- Se puoi ridurre i rischi, pubblicare dati aperti è un modo molto valido per motivare i fornitori di dati a pulirli. Ma i dati devono essere visibili, quindi ci sarà bisogno di una pagina web per mostrarli, così anche personale non tecnico potrà vederli (anche quelli brutti). Questa pagina è il luogo ideale per ribadire la procedura per fare correzioni. Questo significherà pubblicare inizialmente dati imperfetti, ma sarà molto efficace. Puoi mandare mail per anni alla gente chiedendo di migliorare i loro dati e non lo faranno. Nell’istante in cui scopriranno che questi sono visibili al pubblico, sfonderanno la tua porta chiedendoti di poterli correggere.
Non è una priorità e siamo molto impegnati
Risposte
- In cosa sei impegnato? In diversi casi potremmo essere in grado di aiutarti: ad esempio se ci aiutassi ad ottenere i dati che hai già, potremmo essere noi a creare la mappa/report/strumento di cui hai bisogno.
I nostri avvocati vogliono creare una licenza personalizzata
Risposte
- Questo di solito succede quando non si spiega agli avvocati cosa stai cercando di fare.
- Spesso si assiste a un passaparola fra tecnici e avvocati che risale tutta la catena dell’amministrazione, e potrebbe non esserci sufficiente consapevolezza delle licenze aperte. Prova a vedere se puoi parlare direttamente con gli avvocati.
- I precedenti possono aiutare. Se sei in grado di mostrare che diverse organizzazioni simili hanno pubblicato dati usando la stessa licenza aperta che intendi usare, le persone avranno più fiducia.
I dati cambiano troppo rapidamente
Risposte
- Potresti impostare dei flussi di dati in tempo reale.
- Pubblica le porzioni che non cambiano troppo spesso.
- Pubblica i metadati, con link ad una rappresentazione dei dati in formato leggibile dai computer (o ad una API) che non è parte della tua piattaforma principale di pubblicazione dati.
C’è già un progetto in corso che sembra simile
Risposte
- Spesso questi progetti durano anni, noi possiamo fare subito qualcosa di più economico e agile.
- Quel progetto produrrà solo uno strumento (ad esempio una app mobile), che non è proprio la stessa cosa.
- In realtà, scoprire come estrarre i dati per renderli dati aperti può aiutare quel progetto e fargli risparmiare tempo in seguito.
Una parte di quello che chiedi è riservato
Risposte
- Quali parti? Possono essere escluse lasciando qualcos’altro che risulti ancora utile?
- È veramente riservato? È per caso già pubblicato in qualche forma disaggregata sul web?
Non sono titolare dei dati, perciò non posso darti il permesso
Risposte
- Rispondere a questa obiezione talvolta può essere tanto semplice quanto scoprire chi realmente possiede i dati.
- Talvolta nessuno sa chi sia titolare dei dati. Ciò sembra accadere spesso quando qualcuno ha occupato una posizione lavorativa di recente e non è consapevole di essere diventato il titolare dei dati.
- Risalire i livelli di chi ha la responsabilità amministrativa può aiutare. Se puoi trovare qualcuno che evidentemente ha la responsabilità dell’area a cui il dataset appartiene, potrà indicarti il titolare dei dati o darti direttamente il permesso ad usarli.
- Mettiti in contatto con qualcuno che sia a un livello amministrativo molto alto che possa incaricare qualcuno a prendere decisioni riguardo a dati apparentemente “orfani”.
- Stimola la stessa PA a ricercare i propri dati e capire di quali essa sia titolare, tramite l’apposita istanza di accesso civico, prevista dall’articolo 5 del Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33.
Non abbiamo quei dati
Risposte
- Talvolta ce li hanno, ma non se ne rendono conto (“Non sono dati, è solo un foglio di calcolo...”).
- Bene, quali dati avete per noi, invece?
- Abbiamo un obbligo o una richiesta di conservare quei dati e possiamo aiutarvi ad iniziare il lavoro.
- Ma sono sul vostro sito...
- ... possono scoprire di avere un database che li gestisce
- ... oppure i dati sono gestiti manualmente, nel qual caso potresti ottenerli tramite scraping, e magari persino reimplementare il loro sito web su un modello basato sui dati e rendere più semplice il loro lavoro.
I dati sono già pubblicati attraverso l’organizzazione esterna X
Risposte
- Spesso le organizzazioni esterne non rilasceranno i dati sotto una licenza aperta, limitando la loro utilità all’organizzazione interessata. Pubblicarli noi in modo autonomo comporterà che potremo fare un uso completo dei dati.
- L’auto-pubblicazione significa che possiamo modellare in modo più accurato gli aspetti di maggiore interesse per noi.
- Le imprecisioni nei dati pubblicati possono essere corrette internamente, una volta notate, portando a dati più accurati (argomentazione dei “molti occhi vedono più di pochi”).
- Possiamo ottenere quei dati dalla fonte esterna e linkarli con gli altri nostri dati? Se non è così, c’è un problema.
- Possiamo ottenere gli stessi dati che avete fornito all’organizzazione esterna?
Non possiamo fornire quel dataset a causa di una sua parte
Risposte
- Abbiamo visto intere richieste venire inizialmente negate a causa di una piccola parte che non era disponibile o che era controversa: questo non è più possibile, perché si può obiettare che secondo l’articolo 6 del D. Lgs. 33/2013 “L'esigenza di assicurare adeguata qualita' delle informazioni diffuse non puo', in ogni caso, costituire motivo per l'omessa o ritardata pubblicazione dei dati, delle informazioni e dei documenti.
- In aggiunta al processo formale di richiesta dei dati, tenetevi in contatto con le persone ad ogni stadio. La condizione ideale sarebbe tramite un contatto diretto dato che un messaggio email può non essere efficace per eliminare la confusione. Rassicurateli del fatto che se una parte dei dati è complessa può essere saltata (si può trattare di una situazione abbastanza inusuale).
Che succede se qualcosa va male e la versione aperta dei dati diventa obsoleta?
Risposte
- Pianifica il modo in cui si può prevenire che questo avvenga (per esempio, monitorando che gli aggiornamenti temporali non siano troppo radi).
- Se appropriato, aggiungi un disclaimer ai dati per avvertire che vengono forniti senza alcuni generi di garanzia.
- Integrare i dati aperti nei flussi interni dei dati significa che le persone noteranno quando i dati diventano superati, riducendo la passibilità che rimangano tali.i una situazione abbastanza inusuale).
Non ne vediamo il beneficio
Risposte
- Mostra esempi di un lavoro simile che abbia portato un ritorno sull’investimento a chi ha pubblicato i dati.
Che succede se intendiamo vendere l’accesso a questi dati?
Risposte
- In alcuni casi si tratta di una valida preoccupazione, se vendere dati fa parte del vostro modello di business.
- Per usare un’analogia, un take-away cinese fallirebbe molto in fretta se decidesse di dare via il cibo gratis, ma fallirebbe anche se non rendesse il suo menu disponibile gratis. Una via di mezzo sono le sue ricette, che potrebbero costituire un segreto di un certo valore, ma che sono anche di grande interesse per persone con intolleranze alimentari. Se queste persone sapessero tutto di ogni piatto, potrebbero preferire esattamente quel take-away.
- Aiutali a capire se si tratta di una prospettiva realistica, o solo di una avversità al rischio e, in ogni caso, a verificare se si tratta di dati soggetti al D. Lgs. 36/2006 e quindi gratuti o al massimo soggetti a costo marginale (ossia al mero costo di produzione).
- Aiutali a individuare benefici pratici derivanti dall’apertura dei dati. E anche se non ce ne sono, perché dovrebbero esserne infastiditi?
Se pubblichiamo questi dati, le persone potrebbero farci causa
Risposte
- Se la preoccupazione è relativa alla violazione della privacy, è sufficiente adottare i criteri di tutela dei dati personali esposti nei punti precedenti.
- Se la preoccupazione concerne altre questioni, si fa presente che, allo stato attuale, la legge italiana non prevede nessi di causalità tra dati errati e responsabilità del pubblicante, essendo improbabile una causa di risarcimento danni, comunque evitabile mediante apposito disclaimer sull’affidabilità del dato.
- Assicuratevi di poter dichiarare quali dati avete fornito per ogni giorno preciso, ad esempio in casi in cui qualcuno affermi di non aver trovato l’ospedale più vicino nei vostri dati e che di conseguenza qualcuno sia morto. E’ molto utile essere in grado di provare e mostrare quali dati si stesse fornendo in una qualunque data e ora.
- Se i dati sono già disponibili sul vostro sito web o tramite una app, state davvero aumentando il rischio aprendoli?
Vogliamo che le persone vengano direttamente da noi per conoscere il motivo per cui vogliono i dati
Risposte
- Questo assomiglia a “le persone potrebbero interpretare male i dati” se l’intenzione è quella di aiutare la gente a soddisfare le loro necessità informative.
- D’accordo, ma almeno i metadati o qualche subset di dati possono essere resi aperti?
- Se è presente l’opzione di aprire i dati, ci sono possibilità che l’informazione sia già disponibile secondo le norme in materia di accesso agli atti di cui alla Legge 241/1990 o di accesso civico di cui al D. Lgs. 33/2013: secondo quest’ultimo decreto, per i dati a pubblicazione obbligatoria, ie richiedenti non sono tenuti a giustificare o spiegare le loro ragioni. Anzi, in virtù del D. Lgs. 33/2013, questa è un’obiezione illegittima, perché il suo articolo 5 prevede che, una volta effettuata l’istanza di accesso civico, la PA è tenuta a pubblicare sul sito i dati ed inviare il relativo link al richiedente. Quindi non possono rifiutarsi con la scusa di imporne la materiale consegna nei loro uffici.
- Questo può essere un aspetto delicato poiché una volta che apri i tuoi dati non sei più in grado di tracciare ogni utilizzo. Questo può essere un problema per le persone che producono questi dati e non sono in grado di fornire una prova documentata che loro, o il loro team, sta facendo qualcosa di valore, specialmente nel momento in cui gli staff vengono ridotti. Un’opzione è quella di trovare qualcuno in grado di rassicurarli che il loro lavoro è valido e che la loro amministrazione comprenda e accetti che quando i dati sono aperti loro stanno scambiando il controllo con l’utilità.